Gen Z e vino: come modernizzare la tradizione
- 16 giu 2024
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Le parole d’ordine sono innovazione, curiosità, dialogo e interazione
La Gen Z consuma meno vino dei Millennials. Questo è un dato di fatto supportato da diverse analisi. Per citarne una, la IWSR ci dice che “solo” un 60% tra i giovani consuma vino a differenza dei millennials che si attestano all’88%.
Sicuramente questa nuova tendenza ha a che fare con tutto ciò che riguarda la salute, il nuovo well being, la remise en forme. Le nuove generazioni si dimostrano più inclini quindi a consumare un bicchiere solo in occasioni speciali piuttosto che a casa.
Adesso i giovani sono attratti da vini a gradazione alcolica più bassa come bianchi e rosati e sembra crescere anche la popolarità dei vini frizzanti. In alcuni paesi come gli Stati Uniti, che ricordiamo essere grandi produttori di vino in California, anche quella dei vini in lattina pratici e moderni.
Ma cosa significa moderno quando parliamo di vino?
Prima di rispondere a questa domanda, c’è da dire che quello dell’enologia è un mondo che spesso sembra difficile approcciare. Figuriamoci parlarne ed interpretarlo. Solo una ristretta lobby che guarda il mondo dall’alto in basso può permettersi di farne parte o almeno questo e quello che traspare ai non addetti ai lavori.
Forse la chiave sta proprio nel modo in cui il mondo del vino deve cominciare a cambiare il modo di comunicare, imparando come raccontarsi al nuovo pubblico, moderno. Basta parlare di quanta acidità e di quanti tannini abbia un vino, cominciamo a parlare della storia di chi lo ha prodotto, di come i nuovi viticoltori sperimentino blend sempre più interessanti, dell’innovazione nella ricerca di nuovi packaging, di sostenibilità nella produzione.
*Tappi a vite di Guala Closures, leader nel settore e pionieri di innovazione e sostenibilità
La modernità starà quindi in un approccio più fresco e diretto. Un dialogo bidirezionale e non un monologo. Un’attenzione sempre maggiore alla eticità, all’impronta ambientale, alle tecnologie e sicuramente una comunicazione trasparente e genuina su tutti i canali, inclusi i social media.
di Emanuela Pacifico






